Presentati i reperti recuperati nel Pozzo del Rettore del Santa Maria della Scala
Ceramiche smaltate, pentolame da fuoco, un salvadanaio con monete del 1400 e altri oggetti di uso quotidiano rinvenuti nel “pozzo del rettore” da La Diana e restaurati con il contributo di Banca Cras
Sono state presentate questa mattina nella sala San Galgano del Santa Maria della Scala gli ultimi reperti rinvenuti grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione La Diana e restaurati con il contributo di Banca Cras.
Alla conferenza stampa erano presenti Enrico Toti, conservatore del Santa Maria della Scala, Lucia Cresti assessore alla cultura Comune di Siena, Florio Faccendi presidente di Banca Cras e Piero Ligabue presidente de La Diana.
Da Enrico Toti e Lucia Cresti un sincero ringraziamento al lavoro svolto da La Diana in oltre vent’anni di ricerche nel Santa Maria della Scala, una struttura che deve puntare ad essere il fulcro dei saperi, il cuore pulsante di quella città di Siena che ambisce a diventare capitale europea della cultura del 2019.
Una sfida che anche il Florio Faccendi si augura che la città possa vincere perché merita questo riconoscimento per l’impegno nella valorizzazione e nella diffusione della cultura:da parte di Banca CRas il sostegno alla cultura si esplica in molteplici forme ed in particolare il contributo concesso a La Diana si inserisce in una più ampia collaborazione con l’associazione con la quale Banca Cras nel 2005 ha realizzato anche un volume a fumetti “L’acqua di Siena – dai Bottini medievali all’acquedotto del Vivo” destinato agli studenti.
I reperti sono stati presentati da Gianni Maccherini che ne ha spiegato l’importanza del ritrovamento sia dal punto di vista storico, economico, ma anche antropologico: all’interno del vasellame infatti sono stati rinvenuti anche resti di cibo, analizzati grazie alla disponibilità di Fabrizio Cancelli e Andrea Benocci dalla Facoltà di Scienze dell’Università di Siena, che offrono una panoramica sulle abitudini alimentari nel periodo.
Nei prossimi mesi sarà studiata la migliore collocazione dei reperti all’interno del Santa Maria della Scala per permetterne l’adeguata esposizione al pubblico.
Alla conferenza stampa erano presenti Enrico Toti, conservatore del Santa Maria della Scala, Lucia Cresti assessore alla cultura Comune di Siena, Florio Faccendi presidente di Banca Cras e Piero Ligabue presidente de La Diana.
Da Enrico Toti e Lucia Cresti un sincero ringraziamento al lavoro svolto da La Diana in oltre vent’anni di ricerche nel Santa Maria della Scala, una struttura che deve puntare ad essere il fulcro dei saperi, il cuore pulsante di quella città di Siena che ambisce a diventare capitale europea della cultura del 2019.
Una sfida che anche il Florio Faccendi si augura che la città possa vincere perché merita questo riconoscimento per l’impegno nella valorizzazione e nella diffusione della cultura:da parte di Banca CRas il sostegno alla cultura si esplica in molteplici forme ed in particolare il contributo concesso a La Diana si inserisce in una più ampia collaborazione con l’associazione con la quale Banca Cras nel 2005 ha realizzato anche un volume a fumetti “L’acqua di Siena – dai Bottini medievali all’acquedotto del Vivo” destinato agli studenti.
Nei prossimi mesi sarà studiata la migliore collocazione dei reperti all’interno del Santa Maria della Scala per permetterne l’adeguata esposizione al pubblico.





